Linkedin, Facebook, e ora è la volta di Instagram! Ebbene si, non potevamo non considerare il social network che negli ultimi anni ha visto crescere in maniera considerevole il numero degli utenti che lo abitano. A giugno dello scorso anno Instagram ha annunciato di aver raggiunto il suo primo miliardo di utenti attivi in tutto il mondo. Solo in Italia si contano 19 milioni di utenti attivi ogni mese, 11 milioni ogni giorno. È ufficiale che #italylovesinstagram.

Ma osserviamo un attimo la composizione demografica di Instagram: gli utenti sono suddivisi quasi equamente per genere, le donne rappresentano il 51% del pubblico del canale, mentre gli uomini il 49%. La maggior parte di chi ne fa uso ha meno di 35 anni (59%), appartenenti per lo più alla fascia di età 19-24. Se si analizza la percentuale di crescita dei diversi segmenti di pubblico, gli incrementi maggiori sono stati registrati dalla fascia di età 46-55 (+69%) e 36-45 anni (+42%). Seppure il numero totale di utenti over 55 è rimasto contenuto rispetto alle altre generazioni, la loro quota percentuale è cresciuta del 97%.

Questi dati sono di fine 2018, ma siamo ben consapevoli che queste statistiche sono già cambiate. Una delle regole del mondo digital è che non esistono statistiche o dati che durano per sempre: i social sono il luogo delle persone e le persone cambiano ed evolvono continuamente. Nello scenario descritto, tutt’altro che stabile, ci sono circa 2 milioni di inserzionisti, aziende B2C e B2B.  Sì, hai letto bene: anche Instagram, il social visual per eccellenza, sta risultando sempre più interessante per le aziende B2B.

Se credi che Instagram possa essere utile solo per il settore fashion e food, forse stai sottostimando le potenzialità della piattaforma. Non ci credi?

Le giuste premesse:

Premessa n.1: Instagram non fa miracoli.

Ricordati: l’apertura di un account Instagram non è la soluzione magica a tutti i problemi di comunicazione di un’azienda (B2B o B2C). Instagram è uno strumento che, se usato strategicamente, sicuramente porterà a risultati tangibili di brand awareness, reputation e conversioni. Tutto però parte sempre dagli obiettivi di business della tua azienda (da qui non si sfugge!). Se la tua agenzia ti ha detto di aprire l’account solo perchè va di moda o perchè le Ig Stories “sono cool”, c’è qualche problema.

Premessa n.2: Declina i tuoi obiettivi di business.

Rifletti sui tuoi obiettivi e allinea i tuoi goal aziendali ai tuoi obiettivi di digital marketing. Questi saranno le linee guida per il tuo piano strategico e operativo (in cui rientra anche la gestione dei social media e, quindi, di Instagram). Banalità? Non proprio! Ricorda che la prima cosa che ti chiede Facebook (e quindi anche Instagram) prima di fare una campagna pubblicitaria è “What’s your marketing objective?”.

Premessa n.3: Sei su un canale digital, but human (in Webit, ci piace tanto dirlo).

Instagram è un Social Media molto particolare: Feed e Stories si alternano in un mix di istantaneità, coinvolgimento e perfezione dell’immagine all’ennesima potenza. I brand hanno tra le mani l’opportunità di avvicinarsi alle persone in un modo totalmente nuovo. È in atto una umanizzazione delle aziende che hanno la possibilità di presentarsi , non solo per i loro prodotti, ma anche e soprattutto per i loro valori. E, se non lo abbiamo ancora detto, ops, scritto, quando la personalità dell’azienda arriva prima dei prodotti,  hai vinto!

Queste sono solo premesse. Ora passiamo agli errori da evitare. Così come per Facebook, ecco i 10 errori più comuni delle aziende (B2B e non solo) su Instagram.

Errore n.1: Usare diversi ToV

Hai appena aperto l’account Instagram della tua azienda e stai per pubblicare il tuo primo post? Stai per scrivere la caption perchè devi promuovere quel macchinario nuovo di zecca?

Vediamo un po’, potresti optare per un “Siamo lieti di annunciarvi l’acquisto di un nuovo macchinario … ”  oppure “Ci siamo! È arrivato ed è pronto a lavorare per voi! Il nostro nuovo …”. O forse la tua azienda è più un tipo da “Abbiamo ampliato il nostro parco macchine per offrirvi migliori prestazioni, lo faremo con il nuovo …”.

3 testi che comunicano la stessa cosa, ma lo fanno con toni di voce completamente diversi. Toni che dicono tanto, tantissimo, sulla personalità dell’azienda. Instagram ha il privilegio di essere un social media che favorisce molto il dialogo one-to-one: pensa solo a Direct Messages e Ig Stories. Devi farti trovare pronto! Inizia da ora a definire il tono di voce adatto alla personalità della tuo brand.

Che tipo di brand sei? Se sei un tipo autorevole, allora adotta sui social un atteggiamento pacato, lineare e rassicurante. Se sei, invece, un tipo più amichevole, allora opta per un linguaggio più caldo e intimo. La cosa fondamentale è sempre una: la coerenza!

Errore n.2: Comprare i follower.

Se vuoi risparmiare tempo, denaro e mantenere integra la tua dignità, non cadere mai nella tentazione di comprare follower su Instagram. Perché?

1. È sleale nei confronti dei tuoi follower (quelli veri).

2. È insensato dato che il numero di follower, singolarmente, è solo una vanity metric.

Ricorda che comprare follower va contro lo scopo per cui sono nati i social media, ossia quello di fare rete, di mettere in comunicazione tra loro persone reali, accomunate dagli stessi interessi.

E poi c’è un altro grosso problema: la qualità dei tuoi follower. Siamo sicuri che a Marie, commessa della Nuova Zelanda con la passione per i gatti, interessino davvero i tuoi macchinari per lavorare il legno!  

Errore n.3: Non collegare l’account IG alla pagina Facebook.

Entriamo un po’ più nel tecnico. Un altro errore abbastanza comune tra le aziende è quello di non collegare l’account IG alla pagina Facebook.

Attenzione: non ti stiamo consigliando di collegare i due social per condividere gli stessi post sui canali!

Stiamo parlando di un collegamento tecnico che ti permetterà di:

  • Creare campagne Instagram personalizzate per tale posizionamento, direttamente da gestione inserzioni di Facebook
  • Gestire e rispondere ai commenti e ai messaggi di instagram direttamente dalla Inbox della pagina Facebook.
  • Sfruttare possibilità di retargeting su tutti quegli utenti che hanno interagito con il tuo profilo business su Instagram.

Errore n.4: Non usare hashtag nelle foto.

Quando si parla di hashtag, difficilmente si mettono tutti d’accordo. Le fazioni che si scontrano sono essenzialmente due:

  • Chi ne usa troppi.
  • Chi ne usa pochi.

“Est modus in rebus”, esiste sempre una misura in tutte le cose.

Gli errori più comuni? Utilizzarne troppi, non utilizzarli per niente, o utilizzarne di irrilevanti e incoerenti con il contenuto postato. Gli hashtag creano un “campo semantico” e magnetico che ti permette di classificare le tue attività e i tuoi prodotti, “attirando” i giusti utenti. Due consigli:

  1. Evita hashtag troppo generici e individua quelli coerenti con la fotografia e il messaggio.  
  2. Prova a pensare ad un hashtag tuo, unico per il tuo brand o per i tuoi prodotti. Deve essere breve, chiaro e memorabile.

Errore n.5: Non curare l’estetica.

Importante almeno quanto avere una strategia digitale, è avere un’alta qualità visiva dei contenuti. Lo stile conta!

Gli utenti sono bombardati ogni giorno da immagini, video, gif e foto di ogni tipo, scorrendo e scrollando rapidamente il feed. Ecco perché la qualità di un’immagine che catturi l’attenzione è fondamentale.  

PS: Non stravolgere l’identità visiva del tuo brand. Rimani fedele alla tua gamma di colori!

Errore n.6: Non fare IG Stories frequentemente (e non sfruttare tutte le loro funzionalità).

Le Stories sono state inserite da Instagram nel 2016 e hanno rivoluzionato l’user experience degli utenti del canale, rendendola più engaging. Devi vedere le Stories come una porta di ingresso alla vita quotidiana della tua azienda, come un’opportunità per condividere tutti quei contenuti più “leggeri” ma che raccontano tanto di te!

Ecco i nostri consigli per una IG Stories Strategy perfetta:

  • Fai adv nelle Ig Stories.
  • Usa il tag posizione e il tag hashtag per aumentare la tua visibilità.
  • Usa lo Swipe Up per linkare il tuo sito (tranquillo, se non hai 10k follower puoi inserire link nelle Stories quando fai advertising).
  • Tagga altri account.
  • Usa i sondaggi per fare domande e raccogliere feedback.
  • Condividi i video in diretta.

Sii creativo e allenta la tensione, i tuoi follower ti ringrazieranno!

Errore n.7 Non usare gli highlights – contenuti in evidenza.

Abbiamo appena parlato di Stories, e se hai già cominciato a farne, ottimo! Ma ricordati di classificarle e metterle in evidenza!

Instagram permette di organizzare le Stories nei contenuti in evidenza sulla tua bio, rendendole permanenti.

Un consiglio? Organizza le Stories per servizio o prodotto, senza dimenticare gli eventi della tua azienda.

Errore n.8 Non avere una bio che racconti il tuo brand.

La bio è l’elemento più importante del profilo Instagram e come tale non può essere trascurata. ln 3 secondi deve catturare l’attenzione del visitatore e invogliarlo a seguirti.

Rifletti sui caratteri distintivi e sulla personalità della tua azienda. Cerca, quindi, di sintetizzare il tutto in 150 caratteri.

Errore n.9 Non pensare all’IGTV, se hai una video strategy in atto.

IGTV ha rivoluzionato Instagram. Se all’inizio ha faticato un po’ a prendere piede, ora ha trovato il suo spazio, senza creare sovrapposizioni o scompiglio tra news feed e stories.

Ma qual è il vero vantaggio di IGTV per le aziende? Bè, semplice! Aprire (e gestire) un canale IGTV è molto più semplice che aprire un canale YouTube! Ecco cosa ti serve:

  1. Avere un profilo Instagram della tua azienda.
  2. Avere uno smartphone per realizzare contenuti video.

Ricorda: su Instagram, tutto è pensato per la logica mobile. Non ti serve avere il miglior video maker sulla faccia della terra, ma solo un po’ di buon senso e abilità nel fare video con il tuo amato smartphone!

Errore n.10 Non usare il tuo account instagram – influencer.

Chiunque tu sia, lettore, che tu faccia parte dell’ufficio acquisti, commerciale, o marketing,  sappi che puoi contribuire in modo considerevole alla crescita dell’account Instagram aziendale, non solo seguendolo, ma anche partecipando attivamente con post e stories. Sono i lavoratori ad essere i micro influencer del brand. Infatti, sono proprio i dipendenti della tua azienda che, partecipando agli eventi, possono catturare l’attenzione di chi naviga, raccontando il tutto dal loro punto di vista.

Secondo un’indagine di Forbes, 82 consumatori americani su 100 hanno più piacere ad acquistare qualcosa consigliato da chi lavora per un certo marchio, piuttosto che da un testimonial esterno.

Sempre i dati affermano che, quando le comunicazioni aziendali sono condivise dai dipendenti sui social media, le condivisioni aumentando di ben 24 volte di più rispetto a quando sono pubblicate dai canali ufficiali.

È dimostrato che le persone si fidano più del racconto di una persona in carne ed ossa, piuttosto che di un’istituzione o di un’azienda.

Stai già pensando a chi potrebbero essere i micro influencer del tuo brand?

Allora, quanti errori hai trovato fin troppo familiari? Se la risposta è “quasi tutti”, forse qualcosa possiamo migliorare!

Fonti

Sitografia:

Hootsuite https://blog.hootsuite.com/it/instagram-statistiche-numeri-curiosita/

Instagram Business https://business.instagram.com/blog/bringing-interactivity-to-instagram-stories-ads/

Osservatorio ABI Digital Marketing e comunicazione Integrata: https://www.progettispecialiabiservizi.it/abi-dimensione-social-web

Bibliografia:

Simone Grossi, Paolino Virciglio: Facebook & Instagram Ads – Guida strategie e manuale tecnico