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E-commerce: i dati in Italia

Categoria: Data, Digital Marketing, eCommerce
Redazione Webit
9 Aprile 2020

L’e-commerce, acronimo di electronic commerce, ha fatto il suo esordio in società intorno agli anni ‘90. E da quel momento si è insidiato sempre di più in numerosi settori, determinandone un considerevole successo. Questo successo ha comportato però anche importanti cambiamenti, prime fra tutti, nuove modalità di acquisto e vendita, nuove necessità di regolamentazione, nuovi soggetti protagonisti del mercato e tanto altro.

Si potrebbe descrivere l’e-commerce come l’equivalente virtuale degli stessi negozi, megastore o mercatini che potremmo trovare tra le vie della nostra città, ma sarebbe alquanto riduttivo. L’e-commerce, come già accennato, porta con sé dinamiche nuove: dalla possibilità di acquistare comodamente da casa, alla semplicità di confronto del prezzo e delle caratteristiche, fino alla maggiore disponibilità di numerose opzioni in un unico posto “virtuale”. E così, anche per chi vende le dinamiche cambiano.

Attraverso il report “E-commerce in Italia 2019”, realizzato dalla Casaleggio Associati e il market insight “Digital B2b: stato e prospettive” (Osservatorio.net) è possibile avere due solide basi di dati relative al fenomeno dell’e-commerce.

I CMS più utilizzati

Le imprese oggi si propongono al pubblico attraverso diverse piattaforme, con lo scopo di ampliare il proprio bacino di clienti e aumentare le vendite. La selezione del software che permetta all’impresa di creare e gestire il negozio online diviene perciò una scelta aziendale decisiva.
I dati di “Build With” parlano chiaro: le piattaforme e-commerce più utilizzate, a fine 2019, sono Zen Cart con un 23%, PrestaShop con un 17%, e infine un 15%, attribuito all’impiego di WooCommerce Checkout. Rimane invece basso l’utilizzo di Shopify (3%).
Ma andiamo a vedere ora i dati più da vicino riguardanti l’e-commerce B2c e B2b.

E-commerce B2C in Italia

Focalizzandoci sull’e-commerce B2c, ossia le transazioni tra le aziende e i singoli soggetti che acquistano online, notiamo come il settore abbia registrato, nel 2018, una crescita del suo fatturato.

FONTE: E-commerce in Italia- 2019-Casaleggio Associati.

Infatti, in linea con la base di dati precedentemente citata, il fatturato totale dell’anno 2019 corrisponde a 41,5 miliardi di euro, determinando un incremento del 18% rispetto all’anno 2017.
Le tecnologie più impiegate, nel commercio online per il settore B2C sono principalmente piattaforme ad hoc (43%), Magento (28%) e Prestashop (12%).
I settori che continuano ad accaparrarsi le porzioni maggioritarie del mercato e-commerce B2C sono il tempo libero, che conquista il 41,3% soprattutto mediante il gioco online, segue il turismo con il 28% e il 14,5% dei centri commerciali, con un buon aumento rispetto all’anno precedente. Rimangono in secondo piano, ma comunque ben presenti settori come casa e arredamento o salute e bellezza.
Nel 2018 Le aziende che si collocano nel registro delle imprese nel settore “Commercio al dettaglio di ogni prodotto effettuato su Internet” arrivano a 20.100 (di cui attive 19.026). Con un incremento nel settore del 11,73%.

In merito agli investimenti a breve termine, le imprese con e-commerce prevedono di destinare il 36% di questi in marketing e promozione, segue un 22% impiegato in user experience e tecnologia, a sottolineare l’importanza dell’esperienza d’acquisto e di navigazione dell’utente online. In calo investimenti in marketing automation passando dal 7% al 3%.
Dando uno sguardo più ravvicinato agli investimenti nel settore marketing, troviamo un podio abbastanza equilibrato composto da SEM (19%), social media (18%) e SEO (17%). Decresce il budget destinato all’email marketing del 2% rispetto all’anno 2018.

E-commerce B2B in Italia

Se l’e-commerce viene spesso associato prima di tutto al mercato B2C, sarebbe un errore eliminare dalla discussione il mondo B2B. Sia lato cliente, sia lato venditore, l’e-commerce mostra notevoli vantaggi e opportunità anche per le organizzazioni B2B, anche in questo caso portando nuove dinamiche di mercato.

Secondo i dati di “Digital B2b: stato e prospettive” (Osservatorio.net), il commercio online B2B italiano è composto da 5 milioni di imprese, di cui il 95% di piccolissime dimensioni che controllano il 66% del totale del fatturato dell’e-commerce B2B, impiegando l’81% degli addetti.
Inoltre, nel dettaglio, il valore totale dell’e-commerce B2B, viene coperto per un 51% da tre settori principali: quello automobilistico automobilistico (25%), farmaceutico (6%) e di largo consumo (20%).

FONTE: Digital B2b: stato attuale e prospettive- Ricerca 2019- Ossevatorio.net

 

Dato da tenere in considerazione è anche quello sulla crescita del commercio elettronico B2B nell’anno 2018 che è stato del 7% rispetto all’anno precedente e dell’80% rispetto al 2012.
Da rimarcare inoltre che l’e-commerce B2B verso l’estero incide per il 26% sul totale del fatturato B2B generato dalle imprese italiane.

Per comprendere meglio questi dati, è importante precisare che nel B2B si sono inclusi EDI, Extranet, Marketplace e Piattaforme Cloud.
L’EDI, tecnologia utilizzata per lo scambio di documenti amministrativi e commerciali tra aziende, ha conosciuto negli ultimi anni una crescita media del 9%, con un incremento del 27% tra l’anno 2017 e 2018. I documenti che vengono più comunemente scambiati sono fatture, ordini e avvisi di spedizione, conferme d’ordine.
L’impiego di questo sistema infatti è piuttosto stabile in settori come quello automobilistico, elettrodomestici e elettronica di consumo e farmaceutico.

L’Extranet, come il precedente, è un software incentrato sullo scambio di dati fra l’impresa e un’altra azienda partner. Sebbene in attività come il settore metalmeccanico venga ancora preferita, scelta spiegata anche dalla mancanza di risorse per acquisire software più funzionali, fra il 2017 e il 2018 si è registrata una discesa in tutti settori del 21%. La ragione principale è che un’Extranet, nella maggior parte dei casi, risulta una tecnologia non in grado di coprire tutte le relazioni fornitore-cliente.

I Marketplace, spazi virtuali dove possono avvenire scambi commerciali fra più acquirenti e più venditori, sono 23 in Italia nel settore B2B e fungono da vetrine online.
La maggioranza dei Marketplace sono multisettore, sfruttati in settori come largo consumo, elettrodomestici e tessile-abbigliamento. Questi sono di norma creazioni di grandi operatori internazionali come Amazon Business o Facebook Inc.

Contrariamente, le uniche opzioni monosettore esistenti sono principalmente italiane e unicamente B2B. Quest’ultime si concentrano nei settori di largo consumo (63%) e tessile-abbigliamento (37%), con l’obiettivo di far conoscere i prodotti locali.

Infine un’altra fetta del mercato B2B è coperta dalle piattaforme Cloud che permettono il collegamento tra utenti. Nel panorama italiano sono 7 (su un totale mondiale di 291). Il loro supporto si concentra nei processi pre-transazione, scambio di documenti e informazioni di tipo strategico. Si utilizzano prevalentemente nel settore farmaceutico, logistica, largo consumo e tessile.

Il mondo dell’e-commerce è quindi qualcosa che va oltre il solo B2C o B2B. È piuttosto una realtà sempre più presente nel contesto odierno e che può riservare grandi opportunità e nuove sfide per le organizzazioni di oggi. L’importante è scegliere la piattaforma giusta, iniziare a pensare a nuove dinamiche di vendita e, di conseguenza, studiare strategie mirate ad adattarsi a tutto questo.

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