TrustRank, l’algoritmo di Google contro lo spam

Redazione Webit
6 Luglio 2007

Il TrustRank, brevettato da Google nel 2005, è un algoritmo utilizzato per identificare i siti web spam. La teoria su cui si basa l’algoritmo utilizza le seguenti parole chiave:

  • Oracolo: persona che analizza un sito web assegnando a quest’ultimo un voto di fiducia; 1 se il sito è buono / di qualità, 0 se il sito è spam.
  • Seeds: insieme di siti selezionati dagli oracoli dai quali parte il conteggio di propagazione del TrustRank. Questi possono essere buoni (good site) o spam (bad site); i primi con valore di TrustRank assegnato uguale a 1 (uno), i secondi con TrustRank uguale a 0 (zero).

L’algoritmo lavora basandosi sul principio che siti buoni non hanno link verso siti spam e che, quasi sempre,siti spam hanno link verso altri siti spam. Saranno quindi utilizzati i siti Seeds buoni per propagare il TrustRank “positivo” e i siti Seeds spam per propagare il TrustRank “negativo” (distrust). In questo modo ogni sito web sarà arricchito da una nuova informazione, il valore di TrustRank (compreso tra 0 e 1) che indicherà il grado di fiducia / qualità a lui assegnato.

TrustRank e PageRank
Google ha adottato un algoritmo di calcolo del TrustRank per cercare di arginare il fenomeno del web-spam. Questo algoritmo non sostituisce il PageRank che continua ad essere utilizzato come parametro di valutazione della popolarità di un sito web. Inoltre è importante sottolineare che il PageRank non garantisce in alcun modo la qualità dei siti indicizzati, il sistema TrustRank, invece, effettua una netta separazione tra siti buoni e siti definiti come web-spam.

TrustRank e SERP (Search Engine Result Page)
Le interazioni che un algoritmo di calcolo del TrustRank ha con il posizionamento nella SERP sono inevitabili e possono penalizzare principalmente siti nuovi. E’ facile, infatti, che un sito nuovo possa essere scambiato per un sito web-spam, data la sua popolarità limitata e il rischio che un solo link “dubbio” possa assegnare un voto di fiducia basso. E’ quindi fondamentale per un sito giovane iniziare un’attività di incremento della popolarità (scambio link, acquisto link) selezionando in modo accurato i siti ai quali affiliarsi e incrementare la propria presenza nelle directory più famose e nelle directory tematiche inerenti o vicine al proprio settore. I siti web che hanno maturato nel tempo un buon TrustRank sono invece meno sensibili a queste problematiche, un back link occasionale di bassa qualità o dubbia provenienza non inficerà il grado di fiducia assegnatogli dal TrastRank. Quindi il TrustRank rimuove gran parte del web-spam dai risultati principali per una particolare ricerca, garantendo che i siti più rilevanti siano buoni, ovvero di qualità elevata e senza web-spam. Questa efficacia non è però persistente allontanandosi dalle prime posizioni della SERP.

TrustRank test
Superando gli aspetti matematici che spiegano la teoria e l’implementazione dell’algoritmo TrustRank, casi quotidiani dimostrano come alcuni siti o directory (DMOZ, Wikipedia) siano in grado di posizionare in breve tempo e in ottime posizioni le più disparate parole chiave. Non è comunque necessario arrivare così lontano per accorgersi di questi effetti. Infatti, anche siti alla portata di tutti se hanno una discreta storia e un buon PR possono essere in Trust. Scoprirlo è facile… provate a creare una pagina web o un articolo relativo ad una particolare chiave di ricerca(utilizzate ovviamente una keyword non troppo competitiva) e inserite un link nella home page del sito di cui volete valutare il TrustRank.
In breve tempo, se il vostro sito è in Trust, troverete la vostra pagina web nei primi posti della SERP. Se così non fosse, il vostro sito web ha ancora bisogno di crescere e di maturare la fiducia del motore di ricerca!